Gommalacca per mobili: una finitura naturale e sorprendente

Gommalacca per mobili: una finitura naturale e sorprendente

Quando si osserva la superficie di un mobile antico perfettamente lucidato, con quella profondità calda e quasi trasparente che lascia vivere il legno sotto la luce, molto spesso dietro a quell’effetto c’è un materiale straordinario: la gommalacca per mobili. Contrariamente a quanto il nome potrebbe far pensare, la gommalacca non è una resina estratta direttamente da una pianta. È una secrezione naturale prodotta da piccoli insetti, principalmente Kerria lacca, che vivono sui rami di alcune specie arboree dell’India e del Sud-est asiatico. L’insetto si nutre della linfa e ricopre i rami di una sostanza resinosa protettiva. Questa viene raccolta, pulita e lavorata fino a ottenere le caratteristiche scaglie sottili e traslucide, dal giallo chiarissimo al bruno-arancio, che ancora oggi utilizziamo nel restauro.

Scopri di più su questa sorprendente finitura nell’articolo di oggi.

Dall’India alle botteghe europee

La lacca era conosciuta in Asia da molti secoli, ma con l’intensificarsi dei commerci con l’Oriente arrivò sempre più frequentemente anche in Europa. Tra Settecento e Ottocento la gommalacca divenne uno dei materiali più importanti nella finitura dei mobili di pregio. Sciolta nell’alcool, poteva essere applicata in numerosi strati sottilissimi.

È da questa tecnica che nasce la celebre lucidatura a tampone. Il tampone, generalmente costituito da un’anima morbida avvolta in tessuto, deposita quantità minime di gommalacca per mobili a ogni passaggio. Il restauratore torna sulla superficie decine e talvolta centinaia di volte, costruendo progressivamente una pellicola estremamente sottile.

Il risultato non è semplicemente una superficie lucida: la luce attraversa la finitura e viene riflessa dal legno sottostante, mettendo in risalto venature, marezzature e profondità delle essenze. È uno dei motivi per cui un mobile lucidato tradizionalmente può avere un aspetto molto diverso da uno ricoperto da una moderna vernice sintetica.

gommalacca per mobili

Una curiosità: la gommalacca non serviva soltanto per i mobili

La storia di questo materiale prende una deviazione sorprendente nel Novecento.

Grazie alle sue proprietà isolanti e alla capacità di diventare rigida, la gommalacca per mobili fu utilizzata nell’industria elettrica, nella produzione di oggetti, nelle vernici e persino nei dischi a 78 giri, realizzati con miscele nelle quali la gommalacca era un componente fondamentale. Per un certo periodo, quindi, lo stesso materiale che faceva brillare un mobile poteva anche permettere di ascoltare musica.

Gommalacca per mobili: perché la utilizziamo ancora?

Perché una finitura storica non deve semplicemente rendere un mobile lucido. Deve rispettarne i materiali, l’aspetto e la storia.

La gommalacca per mobili consente inoltre al restauratore di lavorare con grande gradualità e, caratteristica fondamentale nel nostro mestiere, permette interventi molto più compatibili con le tecniche tradizionali. Restaurare significa anche conoscere i materiali del passato. Perché spesso, dietro una superficie apparentemente semplice, si nascondono secoli di tecnica, commercio e sapere artigiano.